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Il Circolo Ippico Natalizzi :

è sito all’interno del comprensorio del Parco Regionale dei Castelli Romani, entro la valle dei “Pratoni del Vivaro”.
Dista circa 30 km da Roma, da cui è facilmente raggiungibile percorrendo la Via dei Laghi in direzione Velletri. Il territorio offre un paesaggio articolato, pieno di valenze naturalistiche, storiche, archeologiche. La zona è ricca di ambienti molto diversificati: fertili colline occupate da vigneti e oliveti, aree montane più acclivi ricoperte da fitti boschi di castagno, zone prative, i laghi di Albano e di Nemi, nonché numerosi centri storici e aree archeologiche di rilevante interesse.
Il Centro è affiliato F.I.S.E.- Sezione Turismo Equestre, ed è inoltre dotato di tutti gli impianti necessari alla scuola di equitazione (campo ostacoli 95 x 40 m, tondino, rettangolo); ampi box e paddock con copertura erbosa e confortevole club house, completano la struttura. L’attività del circolo è indirizzata prevalentemente alla pensione cavalli e al turismo equestre; si organizzano inoltre corsi per la preparazione degli operatori di Turismo Equestre e Gare di Endurance di vari livelli.
Il Circolo e situato all’interno della meravigliosa cornice naturalistica dei Pratoni del Vivaro.
I Pratoni del Vivaro costituiscono un’ampia valle all’interno delle due cinte calderiche costituite dai Monti dell’Artemisio, esternamente, e dalle alture dei Monti delle Faete e del Monte Cavo, internamente. Il luogo è internazionalmente rinomato, e costituisce un punto di riferimento di tutti gli appassionati dei cavalli, di qualunque disciplina: per coloro che amano il salto ad ostacoli, o il completo, o il dressage, o l’endurance, sino ad arrivare agli attacchi. Non a caso gran parte della zona è occupata dal Centro Equestre Federale, che oltre ai numerosi campi per il salto ad ostacoli, vanta dei percorsi di cross country invidiati in tutto il mondo.
Ma i “Pratoni”, come si suole familiarmente indicare la zona, suscitano fascino anche per i neofiti, e per coloro che con il cavallo hanno ben poca familiarità. Colori e profumi della valle inondano tutto e tutti con la loro opulenza.
Ogni periodo dell’anno assume un aspetto diverso e peculiare: in primavera predomina il giallo ocra e l’odore dolce e fresco delle ginestre, i prati si colorano di viola e di rosso scarlatto, l’estate è un tripudio di verde, le chiome dei castagni, con l’odore pungente dei loro fiori, nei prati la menta che apre l’appetito a sa “di pulito”, in autunno il bosco arancio sa di terra, di muschio e di funghi, l’inverno porta generalmente una coltre bianca con sé, paesaggio imbalsamato, suggestivo, indimenticabile…a due passi da Roma!
L’intera zona dei Pratoni del Vivaro è ricompresa nel territorio dell’Ente Parco Regionale dei Castelli Romani.
Il Parco si estende per circa 12.000 ettari, interessando 15 Comuni dei Colli Albani. Esso è inserito nel “Sistema regionale delle aree naturali protette” del Lazio, a tutela della biodiversità e del valore paesaggistico che lo contraddistingue.
Il Parco sorge sui resti un grandioso edificio vulcanico noto come Vulcano Laziale, che fu attivo in questo territorio a partire da 600.000 fino a poco meno di 20.000 anni fa e la cui attività ha determinato l'attuale assetto morfologico dei Colli Albani, caratterizzato da una doppia cinta concentrica di rilievi collinari e montuosi, a quote che vanno dai 200 ai 950 metri s.l.m., e, nel settore sudoccidentale da piccoli crateri vulcanici che ospitano i laghi di Albano e Nemi.
Sul fertile terreno vulcanico, con un clima particolarmente mite e relativamente umido, si originarono grandi foreste miste di faggi, querce, tigli, frassini, noccioli e numerose altre specie legnose, che sino al XVI secolo coprivano parte di rilievi.
Attualmente il paesaggio del Parco è caratterizzato da un mosaico di arie boscate, radure, pascoli, coltivi arborati e seminativi.
I boschi si estendono per una superficie di circa 7000 ettari e sono costituiti principalmente da castagneti, per gran parte di impianto antropico. Altre specie arboree presenti nel bosco sono querce, - tra cui il leccio, la farnia, la rovella e il cerro -, tigli e aceri. I cespuglieti presenti nell'aria sono costituiti soprattutto dalla ginestra dei carbonai, chiamata localmente "scopiglia".
Le aree prative sono caratterizzate dalla presenza di un elevato numero di specie tipiche dei pascoli: specie aromatiche come la Menta e il Timo, alcuni compositi spinosi quali la Carlina e il Cardo, nonché numerose graminacee.
I diversi habitat naturali e i semi naturali ospitano una fauna ricca e piuttosto diversificata. La fauna forestale è caratterizzata da numerose specie di uccelli tra cui diverse specie di Picchi, Ghiandaia, Upupa, Cuculo, Poiana, Gheppio, Allocco, Barbagianni, Gufo. Tra i mammiferi si possono incontrare il Riccio, l’Istrice, la Volpe, la Lepre e la Donnola. Nel bosco si possono inoltre osservare le tracce del Cinghiale.



346-0175153

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